La fine estate del Pollino tra fagioli e Melanzane

A fine agosto, nel paese di Rotonda, l’aria si fa più ferma e i monti del Pollino trattengono una luce che cambia colore nel tardo pomeriggio. Nei campi, i fagioli hanno ormai concluso il loro ciclo: i baccelli iniziano a seccarsi, i contadini camminano tra i filari piegando le piante basse, toccando i semi ancora freschi. Le cassette si riempiono di Fagioli Bianchi di Rotonda DOP, destinati alla selezione e poi alla bollitura o all’essiccazione. Nei terreni vicini, i frutti della Melanzana Rossa di Rotonda DOP arrossano del tutto, piccoli e tondi, raccolti a forbice e adagiati in cesti di plastica rigida. Sono frutti che resistono bene al sole alto, con la buccia coriacea e la polpa bianca, pronti per essere cucinati freschi o messi sott’olio.
In questi giorni la piazza principale accoglie la festa che da anni mette insieme i due prodotti. Non è un rito antico, ma un appuntamento atteso che raduna i produttori, le famiglie e i visitatori. Gli stand si dispongono ordinati lungo le vie del centro, con le insegne dei consorzi e le tovaglie bianche. Sopra i tavoli, pentole grandi ribollono di fagioli, mescolati piano con mestoli di legno, e padelle sfrigolano con melanzane rosse tagliate a spicchi. Nei gazebo più strutturati si allestiscono showcooking, con microfoni e piatti montati davanti al pubblico, mentre nelle zone laterali i produttori espongono i sacchi di fagioli selezionati e i barattoli di conserve.

L’atmosfera è quella di un paese che si riconosce nei suoi prodotti. In piazza si incrociano i produttori con i visitatori, si formano file tranquille davanti agli stand, si assaggiano piatti caldi serviti in stoviglie leggere. Tra i banchetti passano conversazioni brevi sul raccolto, sui prezzi, sulla stagione che ha inciso sulla qualità. Le famiglie scelgono i sacchetti di fagioli da mangiare nei giorni a seguire e cassette di melanzane rosse, da portare a casa per le conserve.

Intanto, chi arriva da fuori osserva i gesti e ascolta i racconti. Alcuni anziani ricordano come i fagioli fossero un tempo cucinati in grandi pentole di rame durante le feste patronali, mentre le melanzane rosse, poco conosciute altrove, erano usate soprattutto per conserve che duravano l’inverno. Oggi le stesse ricette si ripetono, ma si affiancano a preparazioni nuove: hummus di fagioli bianchi, burger vegetali, melanzane rosse grigliate e condite con spezie insolite.
Il clima di fine estate porta odori misti: il lesso dei legumi, l’aceto delle conserve, l’olio caldo delle fritture, mescolati all’umidità che scende dalla montagna al calar della sera. Lungo le strade si sente il rumore dei piatti distribuiti, il vociare di chi si ritrova dopo mesi di lavoro nei campi. Non c’è spettacolo artificiale, ma una restituzione comunitaria di ciò che la terra ha dato.
I produttori raccontano le difficoltà dell’annata: la pioggia che a giugno ha rallentato la crescita, il caldo che ha stressato i terreni, la selezione più attenta per mantenere il marchio DOP. Nei loro banchetti mostrano i bollini ufficiali, le etichette nuove, ma anche i sacchi di juta usati per la conservazione. Le melanzane sono disposte in cassette, spesso accanto a fotografie dei campi che mostrano i filari curvi e le piante rosse tra il verde del Pollino.
Chi partecipa non assiste a un rituale del passato, ma a un momento collettivo che lega ancora agricoltura e comunità. Nei piatti serviti ci sono gesti quotidiani che diventano pubblici: fagioli cotti lentamente, conditi solo con olio e sale, e melanzane arrostite, adagiate su fette di pane. La festa diventa così una lente per osservare ciò che accade in campagna e nelle cucine, in un passaggio di stagione che segna la fine dell’estate e l’inizio dei raccolti autunnali.
Quando le luci si abbassano e la piazza si svuota, restano le cassette vuote da riportare nei magazzini, i residui di bucce, l’odore di fumo e legumi che si attacca ai vestiti. Nei campi, intanto, i fagioli continuano a seccare per la raccolta tardiva, e le melanzane che restano sulle piante maturano ancora qualche giorno. La festa, nel centro del paese, ha solo messo in comune quello che già stava accadendo nelle campagne intorno.

Ti potrebbe interessare