Caratteristiche principali
Il Fagiolo di Sarconi IGP è un legume a marchio europeo coltivato in alta montagna, nell’area dell’Alta Val d’Agri, in provincia di Potenza. La sua peculiarità sta nella straordinaria varietà genetica: il disciplinare di produzione riconosce ben 20 ecotipi locali di Phaseolus vulgaris, tutti adattati alle condizioni ambientali specifiche di quest’area montana. Le tipologie più note includono Tabacchino, Cannellino rosso, Cannellino bianco, Tondino, Risi, Verdolino e San Michele.
I semi sono piccoli o medi, con buccia sottile, colore variegato – dal bianco al rosato, dal beige striato al marrone – e forma rotonda, ovale o schiacciata. La buccia, quasi impalpabile, li rende facilmente digeribili, e la polpa, una volta cotta, è cremosa e saporita, ma priva di retrogusti terrosi. Sono fagioli che non sfibrano e assorbono bene i condimenti, ideali per zuppe, insalate tiepide, vellutate o contorni. Possono essere commercializzati freschi, secchi o in barattolo, purché lavorati secondo le regole del disciplinare.
Storia
L’introduzione dei fagioli nell’area di Sarconi risale con ogni probabilità al Cinquecento, in seguito alla diffusione delle piante del Nuovo Mondo in Europa. Ma fu solo tra Settecento e Ottocento che, attraverso la selezione naturale e la trasmissione dei saperi agricoli locali, si svilupparono gli ecotipi oggi protetti. I contadini della zona, sfruttando le condizioni ambientali della Val d’Agri – suoli ricchi d’acqua, altitudini tra 600 e 1.000 metri, clima mite e ventilato – hanno saputo conservare una biodiversità rara in Europa.
Nel Novecento i fagioli di Sarconi cominciarono ad acquisire una reputazione che andava ben oltre i confini regionali. La loro fama è cresciuta grazie alla qualità organolettica superiore e alla resistenza alla cottura. Il riconoscimento della Indicazione Geografica Protetta (IGP) è arrivato nel 1996, ponendo questo prodotto tra i primi legumi certificati d’Italia. Da allora, l’IGP ha contribuito a rafforzare l’identità agricola del territorio e a incentivare il recupero di ecotipi a rischio di estinzione.
Produzione
L’area di produzione comprende il comune di Sarconi e altri 11 comuni limitrofi dell’Alta Val d’Agri. I campi si trovano in media e alta collina, in zone irrigate naturalmente da un reticolo di corsi d’acqua sorgiva, tra cui il Maglie e l’Agri. La semina avviene tra maggio e giugno, con pratiche tradizionali che prevedono l’uso limitato di meccanizzazione e nessun impiego di diserbanti chimici. Le piante vengono coltivate su appezzamenti piccoli, spesso in rotazione con ortaggi e patate.
La raccolta inizia a fine agosto e prosegue fino a ottobre, a seconda della varietà. I fagioli vengono sgranati manualmente o meccanicamente, quindi essiccati al sole o in essiccatoi ventilati, calibrati e confezionati in loco. Possono essere venduti freschi in baccello, freschi sgranati o secchi, anche cotti e conservati. L’intera filiera è sottoposta a controlli di tracciabilità e qualità. Ogni confezione deve riportare il marchio IGP, l’indicazione della varietà e la dicitura “Fagiolo di Sarconi”.
Tradizioni
Il fagiolo è parte integrante della dieta contadina della Val d’Agri. In passato, rappresentava una fonte essenziale di proteine vegetali e veniva cucinato quotidianamente: in zuppe con cicoria, in minestre di patate, con pasta fatta in casa o semplicemente lessato e condito con olio extravergine. Ogni famiglia conservava i semi delle varietà più adatte ai propri terreni, contribuendo alla conservazione della biodiversità locale.
Oggi il Fagiolo di Sarconi è protagonista della Sagra nazionale del fagiolo IGP, che si svolge ogni anno ad agosto, tra degustazioni, mercatini contadini, laboratori e rievocazioni storiche. Durante la manifestazione è possibile assaggiare le numerose varietà preparate secondo le ricette della tradizione lucana, spesso accompagnate da pane cotto a legna, peperoni cruschi o formaggi stagionati. La sagra è diventata un evento di riferimento per i prodotti agroalimentari dell’entroterra lucano.
Curiosità
Una delle caratteristiche più sorprendenti del Fagiolo di Sarconi IGP è la ricchezza genetica che esso rappresenta: oltre 20 ecotipi riconosciuti, molti dei quali sopravvivono esclusivamente in quest’area grazie alla selezione massale e alla conservazione dei semi da parte degli agricoltori. Questa varietà genetica è anche una risorsa agronomica inestimabile, utile per resistere a parassiti e cambiamenti climatici.
Un’altra particolarità è la cultura dei piccoli appezzamenti familiari, dove le parcelle coltivate a fagiolo convivono con orti, frutteti e piccoli vigneti. Nonostante la certificazione IGP, la produzione rimane fortemente artigianale: molte aziende agricole confezionano il prodotto a mano, in sacchetti di stoffa o barattoli di vetro, con indicazioni dettagliate sulla varietà e l’annata. Il fagiolo, qui, non è solo un alimento: è parte del paesaggio culturale e agricolo della Basilicata.



