Caratteristiche principali
La Locorotondo DOC è una denominazione pugliese riservata a vini bianchi secchi e spumanti, prodotti nella parte centrale della Valle d’Itria, tra le province di Bari, Taranto e Brindisi. Il vino più rappresentativo è il Locorotondo Bianco, ottenuto principalmente da Verdeca (50–65%) e Bianco d’Alessano (30–50%), con la possibile aggiunta di Fiano, Bombino Bianco e Malvasia.
Il Bianco ha colore giallo paglierino tenue, profumo delicato di fiori bianchi, agrumi ed erbe aromatiche. Al palato è secco, fresco, leggermente sapido, con un finale pulito e armonico. È un vino elegante e poco alcolico, perfetto per la cucina mediterranea. La versione Spumante, ottenuta con metodo Charmat, conserva freschezza, finezza aromatica e una piacevole vivacità, ideale come aperitivo o in abbinamento a piatti leggeri.
Storia
La viticoltura nella zona di Locorotondo ha origini molto antiche: già i monaci benedettini, in epoca medievale, incentivavano la coltivazione della vite su queste colline calcaree. Ma è tra il Settecento e l’Ottocento che la produzione vinicola si intensifica, con la creazione di piccole aziende familiari e la diffusione dei vitigni locali come la Verdeca e il Bianco d’Alessano.
La DOC è stata riconosciuta nel 1969, tra le prime in Puglia, con l’obiettivo di valorizzare i bianchi leggeri e profumati della Valle d’Itria, distinti per eleganza, equilibrio e forte legame territoriale. Il nome richiama il centro storico di Locorotondo, borgo circolare noto per i tetti spioventi e i trulli che punteggiano il paesaggio vitato.
Produzione
La zona di produzione comprende i comuni di Locorotondo e Fasano, e parte dei territori di Cisternino, Martina Franca, Ostuni e Ceglie Messapica. I vigneti si trovano tra i 300 e i 450 metri sul livello del mare, su colline calcaree, argillose e ben drenate. Il clima è mediterraneo con forti escursioni termiche, che favoriscono l’accumulo di aromi e la conservazione della freschezza nelle uve.
La vendemmia inizia a fine settembre. Le rese massime consentite sono di 130 quintali per ettaro per la versione ferma e 140 per la spumante. Il titolo alcolometrico minimo è dell’11% per il Bianco e dell’11,5% per lo Spumante. La vinificazione punta alla pulizia aromatica, alla conservazione dell’acidità naturale e alla valorizzazione del profilo varietale delle uve.
Tradizioni
Il Locorotondo DOC è parte integrante della cucina e della vita sociale della Valle d’Itria. Il Bianco si abbina perfettamente a piatti come fave e cicorie, formaggi freschi, insalate di mare, pesce al forno, ma anche a specialità locali come orecchiette con cime di rapa e focacce rustiche. Lo Spumante è ideale per antipasti, aperitivi e dolci secchi.
Durante l’estate, in occasione della vendemmia e delle sagre paesane, il vino viene servito nelle masserie, nei ristoranti e nelle piazze in compagnia della musica popolare e della cucina contadina. Locorotondo è anche sede di eventi enologici e culturali che valorizzano il paesaggio rurale, i trulli e la viticoltura eroica della zona.
Curiosità
Una delle particolarità del Locorotondo DOC è la sua naturalità aromatica: pur non essendo un vino aromatico nel senso stretto, esprime profumi floreali e vegetali legati al clima fresco e al suolo calcareo.
Un’altra curiosità è che il Bianco d’Alessano, uno dei vitigni protagonisti della DOC, è autoctono dell’area e quasi sconosciuto al di fuori della Valle d’Itria. La sua acidità e finezza lo rendono ideale per creare bianchi freschi e longevi, anche in versione spumantizzata.



