Caratteristiche principali
Il Moscato di Trani DOC è un vino dolce e aromatico prodotto nella fascia costiera nord-occidentale della Puglia, in un’area compresa tra Trani, Barletta e Bisceglie. È ottenuto da uve Moscato Reale (almeno 85%), un’antica varietà a bacca bianca coltivata in queste zone fin dal Medioevo. Il disciplinare prevede sia la versione naturale dolce, sia quella liquorosa, entrambe riconoscibili per il loro profilo intenso e la struttura importante.
Il Moscato di Trani ha colore giallo dorato brillante, con riflessi ambrati nelle versioni più evolute. Il profumo è avvolgente e ricco, con sentori di albicocca disidratata, scorza d’arancia, miele, fichi secchi e spezie dolci. Al gusto è vellutato, caldo, con un perfetto equilibrio tra dolcezza, acidità e aromaticità. La versione liquorosa, con titolo alcolometrico più elevato, si presta bene anche all’invecchiamento.
Storia
La produzione del Moscato a Trani ha origini antichissime: già in epoca medievale, i vini dolci prodotti nella zona erano apprezzati nelle corti italiane ed europee. Durante il periodo svevo e angioino, i monaci e i nobili del territorio promuovevano la coltivazione del Moscato Reale, vitigno probabilmente arrivato dalla Grecia o dall’Asia Minore, e acclimatatosi perfettamente sulla costa adriatica pugliese.
Nel corso del Novecento, il Moscato di Trani ha conosciuto un periodo di riscoperta e tutela, culminato nel 1974 con il riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata. Ancora oggi rappresenta uno dei pochi esempi rimasti di vino dolce del Sud Italia capace di competere per eleganza e tipicità con le più note produzioni settentrionali.
Produzione
La zona di produzione comprende i comuni di Trani, Barletta, Bisceglie, Andria, Corato, Ruvo di Puglia, Terlizzi e Trinitapoli. I vigneti si estendono su suoli calcarei e tufacei a ridosso della costa, dove l’influsso marino mitiga il clima e favorisce la maturazione lenta e regolare delle uve. Le estati sono calde ma ventilate, e gli inverni miti.
Il Moscato Reale viene raccolto in avanzato stato di maturazione, a volte sottoposto a leggero appassimento. Per la versione liquorosa, è previsto l’arresto della fermentazione mediante l’aggiunta di alcol di origine vitivinicola. Le rese non possono superare i 110 quintali per ettaro. Il titolo alcolometrico minimo è del 12% per il dolce naturale e del 15% per il liquoroso. L’affinamento avviene in acciaio o in legno, a seconda dello stile produttivo.
Tradizioni
Il Moscato di Trani è tradizionalmente legato ai momenti di festa e ai dessert tipici della Puglia settentrionale. Viene servito con dolci secchi alle mandorle, crostate con confetture di fichi o uva, pasticceria secca e formaggi erborinati. È anche apprezzato come vino da meditazione, da sorseggiare lentamente a fine pasto.
Durante le festività religiose e le cerimonie familiari, il Moscato di Trani è presente nelle case e sulle tavole come simbolo di accoglienza e generosità. Alcune cantine storiche organizzano eventi di degustazione nel periodo autunnale, in occasione della vendemmia, offrendo assaggi delle annate più vecchie accanto a prodotti da forno tradizionali.
Curiosità
Una peculiarità del Moscato di Trani è la varietà Moscato Reale, più rara rispetto al Moscato Bianco diffuso in altre regioni italiane. Si distingue per la buccia spessa e l’aromaticità complessa, capace di conferire ai vini una struttura superiore alla media dei moscati.
Un’altra curiosità riguarda la versione , che ha rappresentato per decenni un vino da esportazione apprezzato nei paesi anglosassoni. In particolare, durante il secondo dopoguerra, fu uno dei vini pugliesi più richiesti nei mercati di Londra e New York.



