Caratteristiche principali
La Nardò DOC è una denominazione di origine controllata pugliese riservata a vini rossi e rosati, prodotti nella parte occidentale della provincia di Lecce, nel cuore del Salento ionico. Il vitigno principale è il Negroamaro (minimo 80%), eventualmente completato da Malvasia Nera di Lecce e Montepulciano, a seconda della tipologia. Il vino si presenta in versione base o Riserva.
Il Nardò Rosso ha colore rubino intenso, con sfumature granate se affinato. Al naso offre profumi di ciliegia sotto spirito, prugna matura, spezie dolci, tabacco e macchia mediterranea. Al gusto è caldo, morbido, pieno, con tannini ben fusi e un finale lungo e armonico. La versione Riserva richiede un affinamento minimo di 2 anni, di cui almeno 6 mesi in legno. Il Nardò Rosato, ottenuto da parziale macerazione del Negroamaro, ha profumi floreali e fruttati, ed è fresco, sapido, dal gusto pieno e armonico.
Storia
La viticoltura nel territorio di Nardò è documentata sin dall’epoca messapica, ma è in epoca romana e successivamente sotto la dominazione bizantina e normanna che l’area assume un ruolo importante come centro agricolo. I vini rossi del territorio venivano spesso esportati e usati per migliorare quelli di altre regioni italiane o francesi, grazie alla loro struttura e intensità.
Il riconoscimento della DOC è arrivato nel 1987, a testimonianza della volontà di preservare l’identità di un’area viticola con caratteristiche uniche. Nardò è una delle zone più vocate del Salento per la coltivazione del Negroamaro, qui capace di esprimere potenza, equilibrio e una sorprendente capacità di invecchiamento.
Produzione
La zona di produzione comprende il comune di Nardò e parte dei comuni limitrofi come Porto Cesareo e Copertino. Il territorio è pianeggiante, con leggere ondulazioni, e presenta suoli a medio impasto, con componenti argilloso-calcaree e presenza di ferro, che contribuisce alla ricchezza minerale del vino. Il clima è marcatamente mediterraneo, con estati molto calde, inverni miti e buona ventilazione dal mare.
Le uve vengono raccolte tra la fine di settembre e la prima metà di ottobre. Le rese sono fissate a un massimo di 120 quintali per ettaro. Il grado alcolico minimo è del 12% per le versioni base e del 12,5% per la Riserva. Le tecniche di vinificazione combinano pratiche tradizionali e moderne, con frequente uso di botti di rovere per le riserve.
Tradizioni
Il vino di Nardò è da sempre legato alla cultura contadina salentina e alla cucina robusta della zona. Il Rosso accompagna piatti tipici come la carne di cavallo al sugo, il ragù di braciole, gli involtini di trippa e i formaggi stagionati. Il Rosato è perfetto con zuppe di legumi, verdure grigliate, polpette di melanzane e fritture miste di pesce o ortaggi.
Durante la festa di San Gregorio Armeno e le numerose sagre locali, il vino di Nardò viene proposto in abbinamento ai piatti tipici della zona. Cantine storiche e giovani produttori partecipano attivamente alla promozione della denominazione, con eventi dedicati e percorsi di degustazione in vigna e in cantina.
Curiosità
Una curiosità della Nardò DOC è la sua vicinanza al mare, che garantisce alle uve un’ottima escursione termica e una ventilazione costante, elementi che contribuiscono alla maturazione equilibrata e alla freschezza del vino, anche nelle annate più calde.
Un’altra particolarità è la presenza di alcune vecchie vigne ad alberello, ancora coltivate secondo metodi tradizionali, che danno origine a vini rossi di grande concentrazione e autenticità, espressione pura del Negroamaro salentino.



