Negroamaro di Terra d’Otranto DOC

Negroamaro di Terra d’Otranto DOC: rossi e rosati salentini da Negroamaro, tra argille, mare e tradizione della Puglia meridionale.

Denominazione europea

Denominazione

Tipologia

Regione

Caratteristiche principali

La Negroamaro di Terra d’Otranto DOC è una denominazione pugliese dedicata ai vini rossi e rosati ottenuti principalmente da Negroamaro, coltivato nell’estremo sud della Puglia, tra le province di Lecce, Brindisi e Taranto. La base ampelografica prevede almeno l’85% di Negroamaro, con l’eventuale aggiunta di altri vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella regione.

Il Rosso ha colore rubino profondo, con riflessi granati nei vini affinati. Al naso esprime note di frutta rossa matura, confettura di ciliegia, pepe nero, cuoio e lievi sentori balsamici. In bocca è strutturato, caldo, morbido, con tannini ben levigati e una persistenza lunga e speziata. Il Rosato si presenta con tonalità cerasuolo brillante, profumi freschi di melograno, rosa canina, lampone e un gusto secco, equilibrato, leggermente sapido.

Storia

Il Negroamaro è uno dei vitigni più antichi e identitari della Puglia, con una storia millenaria che affonda le radici nella colonizzazione greca e nella cultura enologica degli antichi Messapi. La parte meridionale della regione, l’area storica conosciuta come Terra d’Otranto, ha sempre avuto un ruolo centrale nella produzione di vini forti, intensi e profondamente legati al paesaggio.

Il riconoscimento della DOC è arrivato nel 2011, con l’intento di esaltare la specificità del Negroamaro coltivato nel basso Salento, distinguendolo da altre zone vocate. La denominazione si basa su una precisa identità geografica, legata al territorio compreso tra le Murge meridionali e le coste del mare Adriatico e Ionio.

Produzione

L’area di produzione comprende numerosi comuni delle province di Lecce, Brindisi e Taranto, tra cui Nardò, Gallipoli, Galatina, Otranto, Manduria e San Pietro Vernotico. I vigneti sono situati in aree pianeggianti o dolcemente collinari, con suoli calcarei, argillosi o sabbiosi, ricchi di minerali. Il clima è mediterraneo, con estati secche, inverni miti e una costante ventilazione marina.

La vendemmia si svolge tra fine settembre e inizio ottobre. Il disciplinare fissa rese non superiori a 120 quintali per ettaro e una gradazione alcolica minima del 12% per il Rosato e del 12,5% per il Rosso. Sono ammesse anche le versioni Riserva, che prevedono un affinamento minimo di due anni, di cui almeno sei mesi in botti di legno.

Tradizioni

Il Negroamaro di Terra d’Otranto è profondamente inserito nella cultura gastronomica e nelle celebrazioni locali. Il Rosso si abbina perfettamente a piatti robusti come agnello alla brace, brasati, involtini di carne con sugo, e formaggi stagionati. Il Rosato si presta a una cucina più mediterranea, accompagnando zuppe di pesce, orecchiette con verdure, fritti misti e piatti a base di legumi.

Durante le fiere agricole, le feste patronali e le sagre dei paesi salentini, il Negroamaro di Terra d’Otranto è spesso servito nei bicchieri di terracotta, in abbinamento a specialità locali come pittule, polpette di pane, purè di fave e peperoni arrostiti. Cantine sociali e produttori indipendenti offrono degustazioni in vigna e racconti del vino legati alla memoria rurale.

Curiosità

Una curiosità del Negroamaro di Terra d’Otranto è la sua capacità di esprimere profili molto diversi a seconda del suolo: nelle zone sabbiose vicino al mare risulta più delicato e aromatico, mentre nelle aree argillose dell’entroterra sviluppa struttura e tannini più marcati.

Il nome “Negroamaro”, secondo una delle interpretazioni più diffuse, è una combinazione del latino “niger” e del greco “mavros”, entrambi significano “nero”: un richiamo alla colorazione intensa delle uve e del vino, che ha ispirato il nome stesso della denominazione.

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