Caratteristiche principali
La Squinzano DOC è una denominazione pugliese che interessa una porzione di territorio tra le province di Lecce e Brindisi, nella parte settentrionale del Salento. È nota soprattutto per i vini rossi e rosati, prodotti a partire da uve Negroamaro (minimo 70%) con eventuale aggiunta di Malvasia Nera di Lecce o di Brindisi. Le tipologie principali sono il Rosso, anche in versione Riserva, e il Rosato.
Il Rosso presenta un colore rubino profondo, con sfumature granate in affinamento. Al naso emergono sentori di frutta scura, prugna, tabacco, cuoio e spezie dolci. Il gusto è caldo, pieno, strutturato, con tannini levigati e finale lungo. La versione Riserva richiede almeno due anni di affinamento, di cui sei mesi in legno. Il Rosato, di colore cerasuolo vivace, è fresco, fruttato e armonico, adatto a un consumo più immediato.
Storia
La vocazione vitivinicola dell’area di Squinzano affonda le radici nell’antichità messapica e romana, ma è nel corso del Novecento che il nome di questo centro salentino comincia ad affermarsi nel panorama enologico pugliese. La città era un punto di riferimento per il commercio di vino sfuso, in particolare verso il nord Italia, grazie alla forza e alla concentrazione dei suoi rossi.
Il riconoscimento della DOC è arrivato nel 1976, a conferma dell’importanza storica e qualitativa della zona. La denominazione ha rappresentato per molti anni un simbolo della produzione salentina, contribuendo alla valorizzazione del Negroamaro e del suo potenziale espressivo, ben prima del boom dell’enologia pugliese degli anni Duemila.
Produzione
La zona di produzione comprende il comune di Squinzano e quelli limitrofi, tra cui Trepuzzi, Campi Salentina, Novoli, San Pietro Vernotico e Torchiarolo. I vigneti si trovano su suoli tendenzialmente argillosi e calcarei, ben esposti e ventilati, con un clima mediterraneo segnato da estati calde e secche, piogge invernali contenute e ottima insolazione.
La vendemmia del Negroamaro inizia tra fine settembre e inizio ottobre. Le rese massime sono di 120 quintali per ettaro per il Rosso e il Rosato, con un titolo alcolometrico minimo del 12% per il Rosato e del 12,5% per il Rosso. La vinificazione prevede macerazioni medie per estrarre colore e struttura, e affinamenti in acciaio o legno a seconda dello stile ricercato. La Riserva, in particolare, beneficia del passaggio in botte per ottenere maggiore complessità.
Tradizioni
Il Squinzano Rosso è tradizionalmente abbinato alla cucina salentina più ricca e saporita: carni in umido, pezzetti di cavallo al sugo, polpette con pecorino, orecchiette al ragù di braciole, e formaggi stagionati. Il Rosato, più fresco e beverino, è ideale con piatti estivi, grigliate miste, fritture e specialità vegetali come le melanzane ripiene o le zuppe di legumi.
Il vino è presente in tutte le ricorrenze religiose e civili del territorio, dalle feste patronali ai banchetti nuziali. Squinzano ospita eventi enologici e feste di piazza in cui il vino locale è protagonista, accanto alla musica popolare e alla cucina del territorio. Le cantine cooperative e private della zona hanno svolto un ruolo fondamentale nella salvaguardia della DOC.
Curiosità
Una curiosità della denominazione riguarda l’importanza della Malvasia Nera, che viene spesso usata in piccola percentuale per arrotondare il profilo del Negroamaro, aggiungendo morbidezza e un tocco floreale. Questo blend è diventato un tratto distintivo dei rossi salentini.
Un altro elemento interessante è che Squinzano fu uno dei primi nomi di vino pugliese ad avere notorietà a livello nazionale già nella prima metà del Novecento, quando i suoi rossi erano richiesti per il taglio di vini più leggeri prodotti nel nord Italia.



