Aglianico del Taburno DOCG

Aglianico del Taburno DOCG: rosso di struttura, da uve Aglianico in purezza, prodotto sulle pendici del Taburno nel cuore del Sannio beneventano.

Denominazione europea

Denominazione

Tipologia

Regione

Caratteristiche principali

L’Aglianico del Taburno DOCG è un vino rosso di grande struttura e longevità, prodotto con uve Aglianico coltivate esclusivamente sulle pendici del Monte Taburno, nel cuore del Sannio beneventano. Alla vista si presenta con un colore rosso rubino intenso, che con l’invecchiamento tende al granato. Al naso sprigiona un bouquet complesso di frutti rossi maturi, prugna, marasca e mora, arricchito da note speziate di pepe nero, liquirizia, cuoio e, talvolta, accenni di tabacco e cacao.

In bocca è pieno, caldo e avvolgente, con tannini fitti e ben integrati, un’acidità vibrante che ne sostiene la freschezza, e un finale lungo e armonico. Viene prodotto nelle versioni base, Riserva e Rosato. La versione Riserva, affinata per almeno tre anni (di cui uno in legno), sviluppa maggiore complessità e potenza espressiva. È un vino ideale per accompagnare piatti strutturati, come carni rosse, selvaggina, formaggi stagionati, e la cucina tipica del Sannio.

Storia

L’Aglianico è considerato uno dei vitigni più antichi del Mediterraneo, con probabili origini greche e una lunga storia di adattamento alle terre del sud Italia. Già in epoca romana, Plinio il Vecchio elogiava i vini del Sannio, e l’area del Taburno era nota per la qualità della sua produzione vinicola. Il nome “Aglianico” potrebbe derivare da “Ellenico”, confermando l’eredità ellenica di questo vitigno.

Nel corso dei secoli, il vino prodotto sul Taburno ha mantenuto un forte legame con la viticoltura di montagna e la cultura contadina dell’entroterra campano. Le colline, la ventilazione costante e i suoli calcareo-argillosi hanno fatto del Taburno un territorio d’elezione per l’Aglianico. Dopo aver ottenuto la DOC nel 1986, il riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata e Garantita (DOCG) nel 2011 ha premiato la qualità e la coerenza produttiva di un intero comprensorio vitivinicolo.

Produzione

L’Aglianico del Taburno DOCG è prodotto in una ventina di comuni del beneventano, tra cui Torrecuso, Foglianise, Vitulano, Paupisi, Solopaca e Ponte, tutti situati lungo le pendici del Monte Taburno. Le vigne si trovano a un’altitudine compresa tra i 200 e i 700 metri sul livello del mare, su terreni variegati e ben drenati, che conferiscono al vino profondità aromatica e spessore minerale. Il microclima è caratterizzato da forti escursioni termiche e buona esposizione solare.

Il disciplinare prevede l’uso minimo del 85% di uve Aglianico, ma in pratica i vini sono quasi sempre monovarietali. La vendemmia avviene tra fine ottobre e inizio novembre, quando l’uva ha raggiunto la piena maturazione fenolica. La vinificazione prevede lunghe macerazioni e affinamenti in acciaio, legno o entrambi, a seconda dello stile del produttore. La versione Rosato, ottenuta da una breve macerazione sulle bucce, è fragrante e versatile. La tipologia Riserva, invece, richiede almeno 36 mesi di affinamento, di cui 12 in botti di legno.

Tradizioni

Nel Sannio, il vino è da sempre al centro della vita agricola, sociale e culturale. La viticoltura sulle colline del Taburno è una pratica radicata, tramandata da generazioni e ancora oggi profondamente legata alla dimensione familiare. Ogni vendemmia è vissuta come un evento collettivo, in cui la comunità si mobilita per raccogliere e celebrare il frutto di un anno di lavoro. La festa della vendemmia, le sagre paesane e le fiere agricole sono momenti in cui il vino diventa simbolo di appartenenza.

Il consumo dell’Aglianico del Taburno accompagna tutte le occasioni importanti della vita rurale: matrimoni, battesimi, feste religiose e pranzi domenicali. Ancora oggi, molte famiglie producono vino per il proprio consumo domestico, utilizzando metodi tradizionali. Negli ultimi anni, l’apertura di cantine al pubblico, le degustazioni guidate e i percorsi di enoturismo hanno permesso di valorizzare ulteriormente l’identità territoriale di questo vino.

Curiosità

Una delle particolarità dell’Aglianico del Taburno è la sua capacità di invecchiare con grazia: può evolvere per decenni, sviluppando aromi di cuoio, grafite, spezie dolci e una mineralità intensa. È spesso definito il “Barolo del Sud”, per la sua struttura tannica, la complessità e la longevità, pur mantenendo un’identità autonoma, legata al territorio campano.

Un’altra curiosità riguarda la viticoltura eroica che caratterizza alcune zone del Taburno: vigne in pendenza, su terrazzamenti, lavorate ancora a mano, con rese basse ma altissima qualità. Il nome stesso del monte, “Taburnus”, era già citato da Virgilio nelle Georgiche, a testimonianza di un’antica vocazione agricola. Oggi, l’Aglianico del Taburno DOCG rappresenta una delle espressioni più autentiche e affascinanti del vino dell’Appennino meridionale.

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