Qualche goccia di Falerno
Nel 1943, Amedeo Maiuri tornò nella villa Spinelli ad Acerra, devastata dalla guerra, e raccolse dal pavimento una coppa attica spezzata. Scrisse che, se mai fosse riuscito a restaurarla, l’avrebbe purificata con qualche goccia di Falerno. Questo articolo ricostruisce quella scena, quel gesto, e il valore della bellezza ferita nei giorni in cui tutto sembrava perduto