Casavecchia di Pontelatone DOC

Casavecchia di Pontelatone DOC: rosso da vitigno autoctono casertano, strutturato e profondo, prodotto tra i monti Trebulani e il Matese.

Denominazione europea

Denominazione

Tipologia

Regione

Caratteristiche principali

La Casavecchia di Pontelatone DOC è un vino rosso ottenuto prevalentemente dall’omonimo vitigno autoctono, coltivato nell’area collinare del medio Volturno, in provincia di Caserta. Si presenta con un colore rosso rubino intenso e profondo, che tende al granato con l’invecchiamento. Al naso offre un bouquet complesso e intrigante: frutti di bosco maturi, ciliegia nera, viole appassite, note speziate di pepe nero, liquirizia, cuoio e una leggera traccia minerale.

In bocca è strutturato, caldo, di buona acidità e con tannini presenti ma ben levigati. La lunga persistenza aromatica e la forza espressiva ne fanno un vino da meditazione o da grandi abbinamenti gastronomici. Può essere vinificato nelle versioni base e Riserva, quest’ultima affinata per almeno 24 mesi, di cui almeno 12 in legno. La Casavecchia di Pontelatone si esprime al meglio dopo alcuni anni di bottiglia, quando il suo carattere rustico si trasforma in eleganza territoriale.

Storia

Il vitigno Casavecchia è uno dei più antichi e misteriosi della Campania. Il suo nome deriverebbe da una “casa vecchia” nei pressi di Pontelatone, dove fu rinvenuta una vite sopravvissuta a decenni di abbandono, e che i contadini locali identificarono come una varietà autoctona dimenticata. La leggenda vuole che sia stato proprio quel ceppo, riscoperto nella seconda metà dell’Ottocento, a dare origine alla rinascita del vitigno. Alcune teorie sostengono che la Casavecchia discenda da antiche viti romane, ma l’origine resta avvolta nel fascino delle narrazioni contadine.

Per decenni, la Casavecchia è rimasta una varietà coltivata in pochi filari, vinificata in casa per uso familiare. Solo tra gli anni ’80 e ’90 del Novecento, alcuni viticoltori della zona – in particolare nel comune di Pontelatone – hanno iniziato un percorso di recupero e valorizzazione, che ha portato alla nascita della DOC nel 2011. Oggi, questo vino è il simbolo della resilienza agricola di una terra marginale, ma capace di esprimere vini di grande personalità.

Produzione

La zona di produzione della Casavecchia di Pontelatone DOC è molto circoscritta e comprende sette comuni collinari in provincia di Caserta, tra i monti Trebulani e il massiccio del Matese. I vigneti sono situati tra i 200 e i 400 metri sul livello del mare, su suoli argilloso-calcarei, ben drenati, con buona esposizione e ventilazione. Il clima è continentale, con inverni rigidi e forti escursioni termiche tra giorno e notte, ideali per la maturazione lenta e completa delle uve.

Il vitigno Casavecchia è vigoroso e poco produttivo, ma offre grappoli ricchi di polifenoli e zuccheri. La raccolta avviene generalmente tra la fine di settembre e la metà di ottobre. Le vinificazioni prevedono lunghe macerazioni sulle bucce, fermentazioni a temperatura controllata e affinamenti in acciaio o legno, a seconda della tipologia. Il disciplinare prevede una base minima dell’85% di uve Casavecchia, con possibilità di piccole integrazioni di altri vitigni locali. La versione Riserva esprime tutto il potenziale di invecchiamento e complessità del vino.

Tradizioni

Fino a pochi decenni fa, la Casavecchia era un vino che non varcava i confini della provincia: prodotto in piccole quantità, era consumato nelle case contadine e nelle osterie dei paesi interni del casertano. Veniva servito nei pranzi domenicali e nelle feste patronali, spesso in abbinamento con carni alla brace, zuppe di legumi, formaggi stagionati e piatti di cacciagione. Era considerato un vino “forte”, da adulti, che accompagnava le occasioni importanti e le conversazioni lente.

Negli ultimi anni, la riscoperta dei vitigni autoctoni ha portato la Casavecchia alla ribalta di fiere e degustazioni, e il vino è diventato ambasciatore di un territorio rurale che ha saputo rinnovarsi senza perdere autenticità. I vignaioli della zona aprono le loro cantine al pubblico, organizzano degustazioni tra le colline e partecipano attivamente alla promozione di un’agricoltura rispettosa dei ritmi naturali. La Casavecchia è oggi un simbolo di identità, resistenza culturale e rinascita agricola.

Curiosità

Una delle curiosità più affascinanti del vitigno Casavecchia è la sua riscoperta quasi “miracolosa”: un ceppo sopravvissuto per decenni senza cure, in mezzo ai ruderi di una vecchia casa colonica, ha dato vita al rilancio di una varietà che oggi è riconosciuta come patrimonio enologico della Campania. La sua rusticità genetica lo rende particolarmente resistente a malattie e stress idrici, adattandosi bene alle coltivazioni sostenibili.

Un’altra caratteristica notevole riguarda il profilo organolettico del vino, che unisce la potenza di un rosso strutturato con una sorprendente freschezza. Questo equilibrio gli permette di abbinarsi non solo ai piatti robusti della tradizione campana, ma anche a preparazioni più moderne, come tagli di carne a bassa temperatura o formaggi erborinati. In alcune annate particolarmente favorevoli, la Casavecchia di Pontelatone raggiunge vette di complessità che la pongono tra i grandi rossi da invecchiamento del Sud Italia.

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