Paestum IGT

Paestum IGT: vini bianchi, rossi e rosati prodotti tra costa e colline del Cilento settentrionale, da vitigni autoctoni e internazionali.

Denominazione europea

Denominazione

Tipologia

Regione

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Caratteristiche principali

La Paestum IGT è una denominazione che raccoglie vini bianchi, rossi, rosati e passiti prodotti in un’ampia area del Cilento settentrionale, nella provincia di Salerno. La zona prende il nome dalla celebre località archeologica di Paestum, antico insediamento greco, e si estende nei comuni limitrofi, tra la costa tirrenica e le prime colline dell’entroterra. Il disciplinare consente l’utilizzo di vitigni autoctoni – come Aglianico, Fiano, Greco, Coda di Volpe, Piedirosso – ma anche internazionali, tra cui Cabernet Sauvignon, Merlot, Syrah, Chardonnay e Sauvignon blanc.

La libertà enologica è uno degli elementi distintivi della Paestum IGT: si trovano vini freschi e immediati, ma anche etichette ambiziose, complesse, da lungo affinamento. I bianchi a base Fiano o Greco si esprimono con profumi agrumati, note floreali e buona acidità, mentre i rossi – spesso da Aglianico, anche in purezza – mostrano struttura, tannini levigati e un’interessante mineralità. È una denominazione adatta sia alla sperimentazione che alla valorizzazione di terroir specifici.

Storia

L’IGT Paestum nasce nel 1995, in un momento in cui la viticoltura campana iniziava a diversificarsi, aprendosi a nuovi modelli produttivi. La zona di Paestum, per secoli più conosciuta per orticoltura, olivicoltura e allevamento, ha visto negli ultimi decenni una progressiva riconversione alla viticoltura di qualità. Alcuni pionieri hanno cominciato a piantare Aglianico e Fiano su pendii soleggiati, recuperando vecchi vigneti o impiantandone di nuovi in zone finora poco sfruttate.

Il legame con il mondo classico è fortissimo: Paestum, fondata dai Greci col nome di Poseidonia, era già nota nell’antichità per la fertilità del suo territorio. Anche se le testimonianze storiche specifiche sulla viticoltura sono limitate, il paesaggio agricolo ha sempre incluso la vite come coltura secondaria. L’IGT ha permesso di far emergere questa vocazione latente, dando uno strumento giuridico a una nuova generazione di viticoltori locali.

Produzione

L’area di produzione della Paestum IGT comprende diversi comuni del Cilento settentrionale, tra cui Capaccio, Giungano, Trentinara, Torchiara, Rutino, Agropoli, Castellabate e altri dell’area costiera e collinare. I vigneti si estendono tra i 100 e i 500 metri di altitudine, su terreni sabbiosi, calcarei, argillosi o misti, con buona esposizione e ventilazione. Il clima è mediterraneo, con estati calde e secche, inverni miti e buone escursioni termiche notturne.

La varietà dei suoli e dei microclimi permette la coltivazione di uve diverse, con risultati coerenti e tipici. Le tecniche di vinificazione sono varie: acciaio, legno grande o piccolo, anfore e anche rifermentazioni in bottiglia per gli spumanti. Alcune aziende adottano pratiche biologiche o biodinamiche, mentre altre puntano sull’espressività varietale pura. Il disciplinare consente l’indicazione del vitigno in etichetta, purché rappresenti almeno l’85% della massa vinificata.

Tradizioni

L’area di Paestum, pur non avendo una storia vinicola fortemente codificata come altre zone della Campania, possiede una profonda cultura agricola che ha favorito il radicamento della vite. I vecchi filari sparsi tra oliveti e orti hanno lasciato spazio a vigneti specializzati, coltivati da aziende familiari e giovani produttori. L’identità del vino Paestum IGT si costruisce oggi attorno alla ricerca della qualità e del legame con il paesaggio: vigne vista mare, colline silenziose, biodiversità ancora intatta.

Il vino si affianca con naturalezza ai prodotti tipici della zona: mozzarella di bufala, carciofo di Paestum, fichi bianchi, salumi cilentani, olio extravergine e pane casereccio. Le aziende vitivinicole aprono le porte a visitatori e turisti, integrando il vino nei percorsi culturali e gastronomici che comprendono i templi greci, le spiagge del Cilento e i borghi interni. La vendemmia è spesso un momento conviviale, occasione di collaborazione tra famiglie, amici e stagionali.

Curiosità

Una delle peculiarità dell’IGT Paestum è la sua vocazione alla sperimentazione: molte delle etichette più interessanti sono nate fuori dai disciplinari DOC, proprio grazie alla libertà concessa dalla IGT. Questo ha favorito l’uso di vitigni internazionali accanto agli autoctoni, ma anche vinificazioni inusuali come gli orange wines da Fiano, i rossi fermentati a grappolo intero o gli affinamenti in anfora.

Un altro elemento distintivo è la presenza di alcuni vigneti coltivati in prossimità del Parco Archeologico di Paestum, dove le vigne convivono con i resti di templi e mura antiche. Questo scenario unico conferisce ai vini un valore simbolico e paesaggistico raro, e rafforza l’identità di una viticoltura che, pur giovane, affonda le radici in un territorio di storia millenaria.

Le aziende che producono Paestum IGT

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