Caratteristiche principali
La denominazione Pentro di Isernia DOC identifica vini prodotti nell’area collinare e montana intorno a Isernia, nel cuore dell’Alto Molise. La DOC prevede le tipologie Rosso, Rosato e Bianco, con caratteristiche che riflettono il clima appenninico e i suoli argilloso-calcarei. Il Pentro Rosso è ottenuto da Montepulciano (45–55%), Sangiovese (45–55%) ed eventuale aggiunta di altre varietà autorizzate fino al 10%. Ha un colore rubino intenso, profumi di amarena, mora, spezie e cuoio; al palato è strutturato, con tannini decisi e una buona acidità che sostiene la freschezza.
Il Pentro Rosato ha un colore rosa cerasuolo, con aromi di frutti rossi, melograno e fiori, gusto agile e fresco. Il Pentro Bianco, prodotto da Trebbiano Toscano (60–70%) e Bombino Bianco (30–40%), ha un colore giallo paglierino tenue, profumi delicati di fiori bianchi e agrumi, un sorso leggero, secco e con buona mineralità.
Storia
Il nome della denominazione richiama l’antico popolo dei Pentri, la più importante delle tribù sannitiche che abitavano la zona tra l’Appennino molisano e abruzzese. In queste terre, la vite è coltivata da millenni: già in epoca romana i vini prodotti nella zona erano apprezzati e commerciati lungo la via consolare Traiana e nei mercati locali. La viticoltura ha sempre rappresentato un’attività complementare all’allevamento e alla cerealicoltura, attività predominanti in queste montagne.
Durante il Novecento, la produzione si è mantenuta a livello familiare, con microparcelle vitate destinate all’autoconsumo o alla vendita nei mercati di Isernia e Venafro. Il riconoscimento della DOC Pentro di Isernia è avvenuto nel 1983, in contemporanea con la DOC Biferno, per valorizzare i vini di un’area dall’antica vocazione agricola e vitivinicola.
Produzione
La zona di produzione comprende 13 comuni in provincia di Isernia, in un’area montana tra i 300 e i 600 metri di altitudine. I vigneti si trovano su colline ben esposte, con terreni misti di argilla, sabbia e calcare, e un clima continentale caratterizzato da forti escursioni termiche giorno-notte, che favoriscono la concentrazione aromatica e la freschezza delle uve.
La vendemmia per le uve rosse avviene tra ottobre e novembre, mentre per le bianche tra settembre e ottobre. La vinificazione è tradizionale, con fermentazioni in acciaio e affinamenti brevi per conservare la freschezza. La gradazione minima è di 11,5% per i rossi, 11% per i rosati e 10,5% per i bianchi. L’imbottigliamento deve avvenire nella zona prevista dal disciplinare, a tutela della tipicità e tracciabilità del prodotto.
Tradizioni
Nel territorio del Pentro, il vino è da sempre simbolo di convivialità e un elemento centrale nella dieta contadina, servito con piatti a base di carni ovine e suine, formaggi stagionati e zuppe di legumi. Le famiglie conservavano il vino in piccole botti di castagno o rovere, poste nelle cantine scavate nella pietra o nei seminterrati delle masserie. Ogni vendemmia era un’occasione di festa, con la partecipazione di parenti e vicini.
Oggi, nonostante la produzione sia limitata, alcune aziende e cooperative stanno recuperando gli antichi vigneti e le tradizioni locali, offrendo un vino che racconta un territorio aspro e autentico. Fiere ed eventi come le Feste della Vendemmia e i mercati contadini di Isernia sono occasioni per degustare il Pentro insieme ai piatti tipici come la pezzata di agnello, la salsiccia secca e i formaggi ovini.
Curiosità
Una delle peculiarità del Pentro di Isernia DOC è la quota altimetrica dei vigneti, tra le più alte del Sud Italia: le vigne possono arrivare fino a 600 metri sul livello del mare, garantendo uve con un’acidità naturale spiccata e profili aromatici freschi e distintivi.
Un’altra curiosità riguarda la convivenza di vitigni autoctoni e varietà introdotte nei secoli: accanto a Montepulciano e Sangiovese, alcune vecchie vigne custodiscono ceppi di antichi biotipi locali, mantenuti dai contadini per uso familiare. Queste piccole differenze ampelografiche contribuiscono alla complessità del Pentro, rendendolo un vino unico e legato a un’area ancora poco conosciuta dal grande pubblico.



