Caratteristiche principali
Il Grottino di Roccanova DOC è un vino prodotto nella Basilicata sud-occidentale, in provincia di Potenza, con uve coltivate nei comuni di Roccanova, Sant’Arcangelo e Castronuovo di Sant’Andrea. La denominazione comprende diverse tipologie: rosso, rosato e bianco, ma il più rappresentativo è il Grottino di Roccanova rosso, ottenuto principalmente da uve Aglianico (60–85%), con l’aggiunta di Sangiovese e Malvasia nera.
Il rosso ha un colore rubino brillante, con riflessi violacei in gioventù che evolvono verso tonalità granato con l’affinamento. Al naso offre profumi di frutta rossa matura, spezie dolci, note di sottobosco e lievi accenni balsamici. In bocca è equilibrato, con buona struttura, tannini presenti ma levigati e un finale persistente. Il rosato è fresco, floreale, mentre il bianco – prodotto con Malvasia bianca e Trebbiano – ha un profilo leggero e fruttato. Il carattere distintivo del rosso è legato alla maturazione nelle cantine scavate nella roccia, le stesse che danno il nome alla denominazione.
Storia
La viticoltura nei territori del Grottino di Roccanova ha radici antiche, documentate già in epoca romana e continuate nel corso del Medioevo, quando i monaci e le comunità rurali iniziarono a scavare cantine naturali nella roccia calcarea per conservare il vino. Queste grotte, fresche e umide, si rivelarono ideali per l’affinamento, e da esse deriva il termine “Grottino”, che designa sia i locali sotterranei sia il vino che vi viene maturato.
Nel corso dei secoli, il vino prodotto nella zona è rimasto appannaggio di una produzione domestica, destinata al consumo familiare o al mercato locale. Solo alla fine del Novecento si è assistito a un rinnovato interesse per questa tradizione, con la nascita di piccole aziende vitivinicole che hanno iniziato a imbottigliare e valorizzare il prodotto. Il riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata (DOC) è arrivato nel 2009, sancendo l’identità territoriale e qualitativa di un vino fino ad allora poco conosciuto fuori regione.
Produzione
La zona di produzione del Grottino di Roccanova DOC si estende su tre comuni lucani situati tra i 300 e i 600 metri di altitudine, in un paesaggio collinare solcato da corsi d’acqua e boschi. Il clima è continentale, con inverni freddi, estati calde ma ventilate e forti escursioni termiche, condizioni che favoriscono una maturazione lenta e ricca di aromi.
Le uve Aglianico, Sangiovese, Malvasia nera e – per il bianco – Malvasia bianca e Trebbiano, vengono vendemmiate a mano tra settembre e ottobre. La vinificazione è tradizionale, seguita da un periodo di affinamento obbligatorio in botti o vasche poste all’interno delle grotte. Questi ambienti, scavati nella pietra arenaria o calcarea, offrono condizioni naturali di temperatura e umidità stabili, ideali per una lenta evoluzione del vino. L’imbottigliamento avviene in loco, e ogni bottiglia riporta il nome della denominazione e l’annata di produzione.
Tradizioni
Il Grottino di Roccanova è intimamente legato alle tradizioni rurali e contadine della Val d’Agri. Fino agli anni Ottanta, ogni famiglia produceva il proprio vino e lo conservava nelle grotte scavate sotto casa o nei pressi dei vigneti. Le botti venivano calate manualmente nelle cantine, dove il vino restava per mesi, protetto dalla luce e dai cambiamenti climatici. Ancora oggi molte grotte sono attive e rappresentano un patrimonio identitario del borgo.
Il vino veniva servito durante le festività religiose, i pranzi domenicali, le vendemmie e le fiere locali. Con il tempo, il Grottino è diventato un segno di riconoscimento territoriale, servito con i piatti tipici della zona come i ferretti con sugo di carne, il capretto al forno, i salumi lucani e i formaggi stagionati. La Festa del Grottino, organizzata annualmente a Roccanova, celebra questa tradizione con degustazioni, visite guidate alle cantine rupestri e concerti di musica popolare.
Curiosità
Una delle peculiarità più affascinanti del Grottino di Roccanova è l’affinamento in grotte naturali, un metodo che, pur essendo nato per necessità, è oggi considerato un valore aggiunto in termini di qualità. L’ambiente stabile e privo di luce garantisce un’evoluzione lenta e costante del vino, permettendogli di sviluppare complessità e rotondità senza interventi artificiali.
Un’altra curiosità riguarda la composizione ampelografica: a differenza di molti vini meridionali a base Aglianico in purezza, il Grottino prevede un blend che include anche Sangiovese e Malvasia nera, conferendo al vino un equilibrio tra struttura e morbidezza, con una personalità distinta rispetto ad altri rossi lucani. Questo profilo lo rende particolarmente versatile a tavola e ne ha favorito la diffusione anche fuori dai confini regionali negli ultimi anni.



