Caratteristiche principali
La denominazione Terre dell’Alta Val d’Agri DOC identifica vini prodotti in un’area collinare e montuosa della Basilicata sud-occidentale, nella provincia di Potenza. Le tipologie riconosciute sono Rosso, Rosato e Bianco. La versione più rappresentativa è il Terre dell’Alta Val d’Agri Rosso, ottenuto da uve Merlot (almeno 50%), con l’aggiunta di Cabernet Sauvignon (20–30%) e altri vitigni a bacca rossa autorizzati.
Il Rosso si presenta con un colore rubino profondo e brillante. Al naso esprime profumi di piccoli frutti neri, spezie dolci, note erbacee e lievi tostature. Al palato è equilibrato, con una buona struttura, tannini setosi e una piacevole freschezza, esaltata dalle altitudini e dal clima appenninico. Il Rosato è fresco e fragrante, con note floreali e fruttate. Il Bianco, meno diffuso, è ottenuto principalmente da Malvasia bianca di Basilicata e Greco bianco, risultando delicato e floreale. I rossi possono essere affinati anche in legno, per sviluppare maggiore complessità.
Storia
Nonostante la sua recente istituzione (la DOC è stata riconosciuta nel 2003), la viticoltura nell’Alta Val d’Agri ha radici più antiche, inserite in un contesto agricolo legato alla pastorizia e alla cerealicoltura. Fino agli anni Ottanta, la zona era scarsamente vitata, ma la combinazione di altitudini elevate, clima favorevole e terreni ricchi di sostanza organica ha attirato l’interesse di tecnici e produttori alla ricerca di nuove aree vocate alla viticoltura di qualità.
Con l’introduzione controllata di vitigni internazionali come Merlot e Cabernet Sauvignon, si è voluto sperimentare un modello innovativo per la Basilicata, combinando tecnologie moderne e sostenibilità ambientale. Il risultato è stata la nascita di una micro-zona a vocazione enologica, in cui si sono insediate aziende capaci di produrre vini di pregio, riconosciuti anche fuori dai confini regionali. La DOC ha permesso di formalizzare queste esperienze, dando un’identità comune a una zona unica per condizioni pedoclimatiche.
Produzione
La zona di produzione comprende i comuni di Viggiano, Grumento Nova e Moliterno, nel cuore del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano – Val d’Agri – Lagonegrese. I vigneti si estendono tra i 500 e i 700 metri di altitudine, su terreni di origine alluvionale, sabbiosi o argillosi, ben drenati e arricchiti dalle escursioni termiche tra giorno e notte.
La vendemmia si svolge tra la fine di settembre e ottobre, rigorosamente a mano. La vinificazione per il rosso prevede fermentazioni a temperatura controllata e affinamento in acciaio o barrique, a seconda della scelta del produttore. Il disciplinare prevede una resa massima di 90 quintali per ettaro per il Rosso e il Rosato, e 100 per il Bianco. Alcune aziende scelgono di prolungare l’affinamento per ottenere rossi da invecchiamento, capaci di evolvere per oltre dieci anni.
Tradizioni
La viticoltura nella Valle dell’Agri si è sviluppata in armonia con un paesaggio naturale ancora intatto, fatto di montagne, pascoli, boschi e borghi storici. Le vigne convivono con altre colture tradizionali e con le attività pastorali, dando vita a un sistema agricolo misto, che conserva una forte biodiversità. Le aziende vitivinicole della zona sono spesso di piccole dimensioni, a conduzione familiare, e utilizzano metodi di coltivazione rispettosi dell’ambiente.
Il vino è diventato, negli ultimi anni, un nuovo strumento di promozione culturale del territorio, spesso associato a eventi enogastronomici, trekking tra i vigneti e visite guidate ai siti archeologici della zona, come la città romana di Grumentum. I vini DOC dell’Alta Val d’Agri si abbinano bene alla cucina locale, fatta di carni ovine e bovine, salumi affumicati, formaggi stagionati e piatti a base di funghi e castagne.
Curiosità
Una delle particolarità della DOC Terre dell’Alta Val d’Agri è la sua altitudine, tra le più elevate in Italia per una denominazione a base Merlot e Cabernet: questa condizione favorisce una maturazione lenta delle uve, una maggiore acidità naturale e un profilo aromatico fine ed elegante. I vini della zona, pur ispirandosi ai tagli bordolesi, hanno un’identità propria, segnata dal territorio e dal clima.
Un altro elemento distintivo è la completa integrazione con l’area protetta del Parco dell’Appennino Lucano, che garantisce un contesto privo di inquinamento e un approccio orientato alla sostenibilità. Molti produttori partecipano a progetti di agricoltura biologica o integrata, e promuovono percorsi di turismo lento che mettono in dialogo vino, natura e storia. In un territorio ancora poco noto, questa denominazione rappresenta una delle scommesse più interessanti dell’enologia lucana contemporanea.



