Caratteristiche principali
La Ostuni DOC è una denominazione pugliese che comprende vini bianchi, rossi e rosati prodotti nel territorio collinare che abbraccia la città di Ostuni, in provincia di Brindisi. La versione più storica e rappresentativa è il Bianco, realizzato con un uvaggio composto principalmente da Impedrato (una forma locale del Verdeca) e Bianco d’Alessano, spesso arricchito con piccoli apporti di altri vitigni a bacca bianca.
Il Ostuni Bianco si presenta con un colore giallo paglierino tenue, profumi floreali e fruttati delicati, con note di mela verde, erbe aromatiche e agrumi. Al palato è secco, equilibrato, con una buona freschezza e una piacevole mineralità che riflette i suoli calcarei della zona. Il Rosato ha un carattere vivace e fruttato, mentre il Rosso, basato su Ottavianello (un raro vitigno autoctono di derivazione francese), ha corpo medio e profumi di spezie dolci, ciliegia e sottobosco.
Storia
La viticoltura ad Ostuni ha origini antichissime, legate alla presenza dei Messapi e successivamente dei Romani, che diffusero la coltura della vite sulle dolci colline dell’entroterra adriatico. Nel corso dei secoli, la città di Ostuni si affermò come centro agricolo e commerciale importante, anche grazie al vino che veniva prodotto nelle masserie e nei piccoli poderi della zona.
La Denominazione di Origine Controllata è stata riconosciuta nel 1972, con l’intento di proteggere e promuovere una viticoltura tradizionale e radicata, legata a vitigni locali come l’Ottavianello e l’Impedrato, coltivati in un’area paesaggisticamente straordinaria, tra uliveti monumentali, trulli e muretti a secco.
Produzione
La zona di produzione comprende il comune di Ostuni e parte di altri comuni vicini, tra cui Carovigno, San Vito dei Normanni, San Michele Salentino e Ceglie Messapica. I vigneti si estendono su suoli calcarei e argillosi, in aree collinari a un’altitudine media di 200–300 metri, con esposizione favorevole e buona ventilazione.
La vendemmia avviene tra la seconda metà di settembre e la prima di ottobre. Le rese variano da 110 a 130 quintali per ettaro, in base alla tipologia. Il grado alcolico minimo è dell’11% per il Bianco e Rosato, e dell’11,5% per il Rosso. La vinificazione è condotta con metodi tradizionali, volti a mantenere la freschezza e il profilo varietale delle uve. Alcune cantine sperimentano anche microvinificazioni in anfora o in legno.
Tradizioni
Il vino di Ostuni è protagonista della cucina locale, fatta di sapori semplici ma decisi. Il Bianco si abbina perfettamente con piatti a base di verdure, pesce azzurro, frittate alle erbe, formaggi freschi e primi piatti con ortaggi di stagione. Il Rosato accompagna piatti estivi come insalate di farro, focacce rustiche, formaggi semi-stagionati e zuppe di legumi. Il Rosso Ottavianello è ottimo con carne bianca, arrosti leggeri, piatti speziati e salumi locali.
Nel periodo della vendemmia, le masserie del territorio organizzano eventi legati al vino e alla cucina contadina, con degustazioni guidate, musica popolare e percorsi tra i filari. Il vino DOC è spesso presente anche nelle fiere religiose e nelle celebrazioni paesane, come simbolo della continuità tra terra e cultura.
Curiosità
Una peculiarità dell’Ostuni DOC è la presenza dell’Ottavianello, vitigno raro in Italia e parente del francese Cinsault, introdotto in Puglia nel Settecento. A Ostuni ha trovato un microclima ideale, dando origine a rossi leggeri, profumati e di ottima bevibilità.
Un’altra curiosità è il legame tra il vino e il paesaggio: Ostuni, la “Città Bianca”, è circondata da colline vitate, uliveti e masserie storiche che raccontano un’agricoltura antica, oggi riscoperta da enoturisti e produttori orientati alla qualità e alla sostenibilità.



