Caratteristiche principali
Il Rosso di Cerignola DOC è un vino pugliese a Denominazione di Origine Controllata, prodotto nell’area pianeggiante attorno al comune di Cerignola, in provincia di Foggia. È ottenuto principalmente da uva di Troia (almeno il 55%), a cui possono concorrere altri vitigni a bacca rossa come Sangiovese, Montepulciano, Negroamaro e Malvasia Nera di Brindisi. Si presenta nelle tipologie base e Riserva.
Il vino ha colore rubino intenso, tendente al granato con l’invecchiamento. I profumi spaziano dalla frutta rossa matura alle spezie dolci, con note di liquirizia, cuoio e sottobosco. In bocca è caldo, di buona struttura, con tannini presenti ma ben fusi, finale lungo e armonico. La versione Riserva, affinata per almeno due anni (di cui almeno uno in botti di legno), esprime maggiore complessità e profondità.
Storia
La viticoltura nell’area di Cerignola ha radici antiche, strettamente intrecciate con la storia agricola della Capitanata. Fin dall’epoca romana, il territorio è stato utilizzato per la coltivazione della vite e del grano. Nei secoli successivi, durante il periodo della transumanza e del dominio borbonico, Cerignola divenne uno dei principali centri agricoli della Puglia, con una forte vocazione produttiva.
Il riconoscimento della DOC è arrivato nel 1974, con l’intento di tutelare una produzione storica e distintiva rispetto ad altre aree vitivinicole della regione. Il Rosso di Cerignola ha mantenuto una certa continuità identitaria grazie all’uso prevalente dell’Uva di Troia, vitigno simbolo della Puglia settentrionale.
Produzione
La zona di produzione comprende il territorio del comune di Cerignola e parte dei comuni circostanti. I vigneti si estendono in una pianura fertile, con suoli argillosi e calcarei, ben drenati, spesso accanto ad ampi uliveti e campi di cereali. Il clima è mediterraneo con estati lunghe e calde, forti escursioni termiche e ventilazione costante.
La vendemmia si svolge a partire dalla seconda metà di settembre. Le rese massime sono fissate a 140 quintali per ettaro, mentre per la Riserva si scende a 120. Il titolo alcolometrico minimo è dell’11,5% per la versione base e del 12,5% per la Riserva. La vinificazione prevede una macerazione prolungata e affinamenti in acciaio o legno a seconda dello stile del produttore.
Tradizioni
Il Rosso di Cerignola è da sempre presente sulle tavole della Daunia, in particolare nei pranzi della domenica e nelle ricorrenze familiari. È il compagno naturale di piatti robusti come agnello al forno, cavatelli al sugo di braciole, polpette al ragù, ma anche di salumi locali e formaggi stagionati. La Riserva si abbina ottimamente con selvaggina e secondi piatti importanti.
Durante la vendemmia e le fiere agricole locali, il vino è al centro di degustazioni e incontri pubblici, spesso organizzati dalle cantine sociali storiche della zona. Cerignola è anche nota per la sua oliva da mensa omonima, e non mancano abbinamenti tra Rosso DOC e prodotti tipici locali come il pane di grano duro, i lampascioni sottolio e le conserve artigianali.
Curiosità
Una curiosità della denominazione è che si tratta di una delle poche DOC pugliesi nate in un’area di pianura intensamente coltivata, dove la vite ha continuato a prosperare accanto a colture più redditizie come il grano duro e l’olivo.
Un’altra particolarità è l’utilizzo dell’Uva di Troia come vitigno dominante: in questo areale, essa sviluppa un carattere più solare e meno austero rispetto ad altre zone della Puglia, dando vini morbidi, fruttati e immediati, ma capaci di evolvere con eleganza.



