Caratteristiche principali
La Valle d’Itria IGT identifica vini bianchi, rosati e rossi prodotti nell’area omonima, tra le province di Bari, Brindisi e Taranto. Il disciplinare ammette una vasta gamma di vitigni, sia autoctoni – come Verdeca, Bianco d’Alessano, Fiano, Malvasia Bianca, Negroamaro, Primitivo e Susumaniello – sia internazionali, come Chardonnay, Sauvignon, Merlot e Cabernet Sauvignon. Sono previste anche le tipologie frizzante, passito e novello.
I bianchi sono il punto di forza della denominazione: freschi, aromatici, minerali, con note di fiori bianchi, agrumi, erbe aromatiche e, nel caso della Verdeca, sentori di pietra focaia. I rosati sono fini, delicati, di colore tenue e profilo floreale-fruttato, mentre i rossi, spesso da Primitivo o Negroamaro, si presentano con buona struttura, frutto maturo e spezie dolci.
Storia
La Valle d’Itria è da secoli terra di agricoltura e di pietra: vigneti, ulivi, muretti a secco e trulli formano un paesaggio unico, modellato da generazioni di contadini. La vite è coltivata in queste terre sin dall’antichità, ma la produzione moderna ha iniziato a emergere nel secondo dopoguerra, con un’attenzione crescente verso i vitigni a bacca bianca.
L’indicazione geografica tipica è stata istituita nel 1995 per dare una cornice ufficiale alla produzione di qualità già avviata da tempo da cantine locali e cooperative storiche. La IGT ha permesso di consolidare la fama della Valle d’Itria come territorio vocato ai bianchi, spesso vinificati in purezza e destinati sia al mercato interno che a quello estero.
Produzione
La zona di produzione si sviluppa nell’altopiano delle Murge meridionali, comprendendo i comuni di Locorotondo, Cisternino, Martina Franca, Alberobello, Ostuni e altre località del circondario. I vigneti si trovano tra i 250 e i 450 metri di altitudine, su suoli calcarei, poveri di sostanza organica ma ben drenati. Il clima è mite ma ventilato, con ottime escursioni termiche che favoriscono l’espressione aromatica delle uve.
Le vendemmie iniziano a fine agosto per i bianchi precoci e proseguono fino a ottobre per i rossi più tardivi. La vinificazione avviene prevalentemente in acciaio, per preservare freschezza e profumi, ma alcune aziende utilizzano barrique o botti grandi per affinare i rossi e i bianchi strutturati. La zona è anche un centro di sperimentazione per le fermentazioni spontanee e i metodi naturali.
Tradizioni
I vini della Valle d’Itria si legano profondamente alla cultura gastronomica locale, fatta di piatti semplici ma ricchi di gusto. I bianchi accompagnano formaggi freschi, crudi di mare, orecchiette con le cime di rapa, verdure grigliate e fritture leggere. I rosati sono ideali per minestre, focacce, salumi e ricette a base di ortaggi. I rossi si abbinano bene a carni alla brace, sughi di agnello e piatti della tradizione contadina.
Le feste nei borghi della Valle d’Itria – come la Sagra del vino di Locorotondo o la Notte Verde di Ceglie Messapica – sono occasioni per celebrare il vino locale insieme ad altri prodotti tipici, in un contesto di musica popolare, balli e socialità rurale. Le cantine del territorio offrono percorsi di visita tra i trulli e le vigne, contribuendo alla costruzione di un enoturismo sempre più organizzato.
Curiosità
Una particolarità della IGT è la possibilità di produrre e indicare in etichetta il vitigno Bianco d’Alessano, raro e autoctono della zona, che dà vini freschi, lievemente aromatici e di grande bevibilità. È una delle uve bianche più identitarie della Valle d’Itria.
Un’altra curiosità è che la zona, nota per i suoi vini bianchi tranquilli, è anche storicamente vocata alla produzione di spumanti metodo Charmat e classico, in particolare da Verdeca e Fiano, apprezzati per la finezza e la mineralità.



