Caratteristiche principali
I Fagioli Bianchi di Rotonda DOP sono legumi coltivati in un’area circoscritta del versante lucano del Parco Nazionale del Pollino, in provincia di Potenza. Si distinguono per il seme di colore bianco latte, forma ovale e appiattita, dimensioni medio-piccole e buccia sottilissima, quasi impercettibile dopo la cottura. La pasta è tenera, cremosa, con un sapore delicato e dolce, privo di retrogusti amarognoli. È un fagiolo che non sfibra, mantiene la forma e assorbe bene i condimenti.
Il disciplinare di produzione riconosce due tipologie, entrambe ottenute dalla varietà locale denominata Phaseolus vulgaris ecotipo “bianco di Rotonda”: una destinata al consumo fresco, raccolta manualmente tra fine luglio e agosto, e una per il consumo secco, raccolta a completa maturazione tra settembre e ottobre. In entrambi i casi, la coltivazione è condotta senza l’uso di diserbanti chimici, in rotazione con ortaggi e cereali, nel rispetto della tradizione agricola dell’area.
Storia
L’origine dei fagioli bianchi coltivati a Rotonda è legata all’introduzione della pianta del fagiolo in Europa dopo la scoperta delle Americhe. Giunti nel territorio del Pollino probabilmente tra Sei e Settecento, questi legumi si sono adattati perfettamente al clima fresco e alle caratteristiche pedoclimatiche dell’alta valle del Mercure. La selezione naturale, unita all’attività empirica degli agricoltori locali, ha dato origine a un ecotipo autonomo, distinto da quelli coltivati nel resto d’Italia.
Già nell’Ottocento i fagioli di Rotonda erano considerati pregiati e venivano commercializzati nei mercati di Lagonegro, Lauria, Castrovillari e Cosenza. Per le popolazioni dell’area erano una fonte essenziale di proteine vegetali, facilmente conservabile e adattabile a numerosi usi in cucina. Il riconoscimento della Denominazione di Origine Protetta è arrivato nel 2002, con l’obiettivo di tutelare un prodotto che unisce biodiversità, tradizione agricola e qualità sensoriale inimitabile.
Produzione
L’area di produzione dei Fagioli Bianchi di Rotonda DOP comprende i comuni di Rotonda, Viggianello, Castelluccio Superiore e Castelluccio Inferiore, tutti situati nel cuore lucano del Parco Nazionale del Pollino. I campi si trovano a un’altitudine compresa tra i 500 e gli 800 metri sul livello del mare, su terreni profondi, ben drenati e ricchi di sostanza organica. Il clima montano, con escursioni termiche marcate tra giorno e notte, favorisce lo sviluppo lento del seme e la concentrazione degli zuccheri.
La semina avviene tra maggio e giugno, manualmente o con piccoli mezzi meccanici. Non è ammesso l’uso di diserbanti chimici, e l’irrigazione è effettuata solo in caso di prolungata siccità. La raccolta avviene a mano, in più passaggi, selezionando i baccelli maturi. Dopo la sgranatura, i fagioli destinati al consumo secco vengono essiccati al sole o in ambienti ventilati, quindi calibrati, controllati e confezionati entro l’area geografica della DOP. L’intera filiera è soggetta a rigorosi controlli di tracciabilità.
Tradizioni
I fagioli bianchi sono stati a lungo la base dell’alimentazione contadina dell’alta valle del Mercure, dove la carne era un lusso riservato alle occasioni speciali. Venivano lessati in acqua non salata e conditi con olio extravergine, oppure cucinati in zuppe con cipolla, patate, verdure spontanee o cereali. Il loro impiego è legato alla cucina di montagna, sobria e nutriente, fatta di pochi ingredienti ma di alta qualità.
Ancora oggi il fagiolo bianco è protagonista di ricette tradizionali come la fagiolata alla rotondese, i fagioli in casseruola con alloro e aglio, o le zuppe miste con castagne e ortaggi. La Sagra del Fagiolo Bianco di Rotonda, che si svolge tra agosto e settembre, è uno degli appuntamenti più importanti per la valorizzazione del prodotto, con degustazioni, mercatini agricoli e visite ai campi. È anche un’occasione per raccontare il paesaggio e lo stile di vita agricolo del Pollino.
Curiosità
Una delle qualità più apprezzate del Fagiolo Bianco di Rotonda DOP è la rapida cottura, che non richiede ammollo prolungato né l’aggiunta di bicarbonato. La buccia sottile e facilmente digeribile è il risultato dell’adattamento genetico all’ambiente di montagna, e rende il prodotto adatto anche a preparazioni raffinate. I fagioli si prestano a essere utilizzati in piatti gourmet, vellutate, creme e antipasti, mantenendo sempre una texture cremosa e compatta.
Un’altra curiosità riguarda la coltivazione in consociazione con il peperone rosso dolce di Rotonda DOP, coltivato nella stessa area. Le due colture si alternano negli appezzamenti agricoli, rispettando una rotazione che favorisce la fertilità del terreno e riduce la pressione di parassiti. Questo legame agricolo riflette una visione integrata e sostenibile dell’agricoltura di montagna, basata su equilibrio ecologico e valorizzazione delle risorse locali.



