Caratteristiche principali
L’Olio Extravergine di Oliva Collina di Brindisi DOP è un olio ottenuto da olive prodotte nelle aree collinari della provincia di Brindisi, principalmente dalle varietà Ogliarola Salentina e Cellina di Nardò, con eventuali piccole percentuali di altre cultivar tradizionali pugliesi. Si presenta con un colore che varia dal verde intenso al giallo oro, a seconda dell’epoca di raccolta, e con un profumo fruttato medio, ricco di sentori erbacei, carciofo, mandorla fresca e leggere note di pomodoro.
Al gusto, è armonico, con un equilibrio tra amaro e piccante che non sovrasta, ma arricchisce le preparazioni. È perfetto come condimento a crudo su piatti di pesce, verdure grigliate, legumi, zuppe e bruschette, ma anche nella cucina quotidiana per esaltare i sapori senza coprirli.
Storia
La produzione di olio nelle colline brindisine è documentata già in epoca romana, quando gli ulivi venivano coltivati lungo le rotte commerciali che univano Brindisi, importante porto dell’Impero, con il resto del Mediterraneo. Durante il Medioevo, l’olio della zona era considerato una merce di pregio, usato non solo a scopo alimentare, ma anche per l’illuminazione e come base per preparazioni medicinali.
Tra Settecento e Ottocento, l’olivicoltura brindisina si consolidò come una delle principali attività agricole della zona, grazie alla grande diffusione degli ulivi secolari. La tradizione olearia si è mantenuta viva fino ai giorni nostri, trovando nuova linfa con il riconoscimento della Denominazione di Origine Protetta nel 1998, che ha certificato ufficialmente la qualità e l’origine territoriale dell’olio.
Produzione
La zona di produzione dell’Olio Collina di Brindisi DOP si estende sui comuni collinari della provincia di Brindisi, tra cui Carovigno, Ostuni, San Vito dei Normanni, Ceglie Messapica, San Michele Salentino, Fasano e altri. I terreni sono di natura calcarea, ricchi di minerali, con buona esposizione e ventilazione grazie alla vicinanza del mare.
Le olive vengono raccolte tra ottobre e dicembre, preferibilmente a mano o con agevolatori meccanici che rispettano l’integrità del frutto. La molitura deve avvenire entro tre giorni dalla raccolta, esclusivamente nella zona DOP, con metodi di estrazione a freddo che preservano le caratteristiche organolettiche dell’olio. Il disciplinare stabilisce una resa massima di 22 kg di olio per 100 kg di olive e un’acidità libera massima di 0,8%.
Tradizioni
L’olio è da sempre parte integrante della cultura e della dieta brindisina: le famiglie lo producono da secoli per l’autoconsumo e per la vendita nei mercati locali. L’olio nuovo veniva tradizionalmente assaggiato con pane casereccio, pomodori freschi e sale, un rito che si ripete ancora oggi alla fine della molitura come simbolo di abbondanza e buon auspicio.
In molti comuni della zona, come Ostuni e Ceglie Messapica, si organizzano feste dedicate all’olio nuovo, con degustazioni, visite ai frantoi e percorsi tra ulivi secolari. L’olio Collina di Brindisi è un ingrediente fondamentale nella cucina tradizionale, usato per piatti come fave e cicorie, minestre di legumi, pesce alla griglia e dolci all’olio.
Curiosità
Una delle peculiarità dell’Olio Collina di Brindisi DOP è la concentrazione di ulivi monumentali: la zona ospita alcuni degli esemplari più antichi d’Italia, veri e propri patriarchi vegetali che testimoniano la millenaria storia dell’olivicoltura pugliese.
Un’altra curiosità riguarda l’aroma dell’olio: la predominanza di Ogliarola Salentina, una varietà tipica del Salento, conferisce all’olio un profilo organolettico elegante, con un fruttato medio equilibrato, che lo rende versatile in cucina e apprezzato anche a livello internazionale.



