Caratteristiche principali
L’Olio Lucano IGP è un olio extravergine di oliva ottenuto da olive coltivate in Basilicata e lavorate secondo metodi tradizionali. Si presenta con un colore che varia dal verde al giallo oro, con riflessi intensi e brillanti. Al naso offre un profumo fruttato di media intensità, con sentori erbacei, mandorla fresca, carciofo e pomodoro verde. Al palato si percepisce un equilibrio armonico tra amaro e piccante, mai eccessivi, ma ben presenti, soprattutto nei prodotti ottenuti da olive raccolte precocemente.
Il disciplinare consente l’utilizzo di diverse varietà autoctone, tra cui la Majatica, l’Ogliarola del Vulture, la Fasola, la Coratina e la Leccino, coltivate in zone collinari con terreni argillosi e clima secco. Le caratteristiche organolettiche dell’olio possono variare leggermente in base alla zona di produzione, ma sempre nel rispetto di un profilo gustativo che esprime equilibrio, eleganza e una buona versatilità gastronomica.
Storia
L’olivicoltura in Basilicata ha origini antiche, risalenti all’epoca della Magna Grecia e poi sviluppatesi sotto il dominio romano e bizantino. Le tracce di questo legame sono evidenti nei toponimi, nei frantoi ipogei scavati nella roccia e nella fitta presenza di oliveti secolari, soprattutto nelle aree del Vulture, della Val d’Agri e del Materano. Nei secoli, la produzione di olio ha rappresentato una delle principali risorse agricole della regione, anche se spesso legata a un’economia familiare o locale.
Solo in tempi più recenti, a partire dagli anni Novanta, si è avviato un processo di valorizzazione dell’identità olivicola lucana, con la riscoperta delle varietà autoctone e il miglioramento delle tecniche di raccolta e trasformazione. L’Indicazione Geografica Protetta è stata riconosciuta nel 2018, a tutela di una produzione che, pur meno conosciuta rispetto ad altre regioni olivicole italiane, offre oli di altissima qualità, espressione diretta del paesaggio e della cultura agricola lucana.
Produzione
L’area di produzione dell’Olio Lucano IGP comprende l’intero territorio della Basilicata, con zone particolarmente vocate nelle province di Matera e Potenza. Le olive provengono da oliveti situati tra i 200 e i 700 metri di altitudine, coltivati prevalentemente con metodi a basso impatto ambientale. Il terreno è spesso argilloso o calcareo, con esposizioni soleggiate e buona ventilazione, condizioni ideali per lo sviluppo del frutto.
La raccolta avviene generalmente tra ottobre e dicembre, manualmente o con l’ausilio di scuotitori meccanici, e le olive vengono molite entro 48 ore per garantire la qualità dell’olio. La lavorazione si svolge in frantoi a ciclo continuo o tradizionali, rigorosamente ubicati nella regione. Il prodotto finale deve rispettare parametri chimici e sensoriali precisi, tra cui un’acidità massima dello 0,6% e l’assenza di difetti. L’olio viene confezionato in contenitori sigillati entro l’area geografica di produzione, per preservarne tracciabilità e autenticità.
Tradizioni
In Basilicata, l’olio d’oliva ha sempre avuto un ruolo centrale nell’alimentazione e nella ritualità familiare. Nelle campagne, la raccolta delle olive era un’attività collettiva, che coinvolgeva intere famiglie e spesso si trasformava in un’occasione di incontro e condivisione. Ogni nucleo conservava l’olio in giare di terracotta o botti di legno, destinandolo non solo alla cucina, ma anche a usi medicinali e rituali, come le benedizioni domestiche o le lampade votive.
L’olio era l’elemento fondamentale della cucina contadina: usato a crudo su pane e verdure, per insaporire legumi, cereali, zuppe e carni. Ancora oggi, l’Olio Lucano è presente in molte ricette tradizionali, come la cialledda fredda, le verdure strascinate, le zuppe di fave e cicorie, o le focacce locali cotte nel forno a legna. Ogni zona ha i propri piatti tipici e le proprie preferenze varietali, ma ovunque l’olio è simbolo di genuinità e legame con la terra.
Curiosità
Una particolarità dell’Olio Lucano IGP è la forte presenza di cultivar autoctone poco diffuse altrove, come la Majatica di Ferrandina, usata sia per la produzione di olio che di olive nere essiccate al forno. Questa varietà conferisce all’olio una nota fruttata media, con aromi di mandorla e carciofo. L’Ogliarola del Vulture, invece, è tipica dei territori vulcanici intorno al monte Vulture, e produce oli più intensi e strutturati, ideali per l’abbinamento con carni o legumi.
Un altro aspetto interessante è la molteplicità di microterritori che compongono il mosaico olivicolo lucano. Dai terrazzamenti della Val d’Agri ai pendii sabbiosi del Materano, ogni zona contribuisce con sfumature diverse alla complessità dell’olio regionale. La recente IGP ha permesso di unificare sotto un’unica denominazione questa ricchezza, pur mantenendo le identità locali e incoraggiando il consumo consapevole di un olio extravergine di qualità, espressione autentica del Sud interno d’Italia.



